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Relazione Progetto: “La Casa di Ancarano”

Relazione Progetto: “La Casa di Ancarano”

Questa la Relazione di Presentazione del progetto ad opera di Gianluigi Tenneroni

RELAZIONE DI PRESENTAZIONE

RIGUARDANTE IL FABBRICATO DI PRIMA NECESSITA’ DA REALIZZARE IN NORCIA FRAZ. ANCARANO

Alla luce dei recenti drammatici eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 Ottobre 2016, e relativi eventi connessi, che ha devastato il patrimonio edilizio di Norcia, Ancarano, nonché Preci e molte delle frazioni del suo comprensorio, molti abitanti di Ancarano, (Sant’Angelo, Capo del Colle, Piè del Colle e Piè la Rocca) , hanno subito danni gravissimi ai fabbricati di abitazione, crolli di edifici o danni pari al crollo, sono attualmente sfollati ed ospitati in tendone comune, tende della Protezione Civile o camper, in una condizione di forte disagio psicologico ed ambientale, data anche la stagione invernale ormai iniziata.

La cittadinanza di queste aree, ha subito negli anni ben più di una volta le ingiurie di terremoti ed ha sempre dovuto sopperire alle prime emergenze in maniera strettamente dipendente dai soccorsi, che seppure encomiabili per tempestività ed impegno, non possono riuscire a dare quella sicurezza che diventa un elemento basilare per chi ha perso tutto, specialmente nei periodi invernali rd in quelle aree che già naturalmente sono disagiate per ubicazione e collegamenti.
L’idea di questo progetto nasce dalla esigenza di creare un bene comune con una rilevante valenza sociale, una sorta di ancora di salvezza che in caso di emergenza può entrare a pieno regime nel giro di pochissime ore, fornendo ricovero, mensa e servizi, per una ricettività che può contare su 11 camerate da 5 posti letto, o più nel caso di letti a castello, atte ad ospitare con una ragionevole privacy fino a 70 persone circa.

La superficie totale dell’edificio è di 400 mq circa, e lo spazio destinato alle camerate potrà essere anche lasciato libero, e sarà modulato in base alle esigenze del momento, infatti i pannelli che formano le pareti divisorie delle camere, saranno montati su binari e si potrà passare da un open space di 250 mq circa alla configurazione a camere in 2 ore massimo.

La struttura sarà dotata di blocco docce, servizi igienici, anche per portatori di handicap, cucina, magazzino viveri dedicato, vano per prodotti chimici e detergenti separato, l’ingresso principale è da area coperta integrata nella copertura; il vano principale è dotato di 4 aperture con accesso diretto dall’esterno, con aperture a doppia anta dotate di maniglioni antipanico, e sarà integralmente visitabile, accessibile e fruibile da persone con ridotta capacità motoria; la struttura sarà dotata di impianto di riscaldamento e raffrescamento, oltre che di impianto di estrazione aria.

La struttura portante sarà interamente in legno lamellare, sia nelle pilastrature che nelle strutture di coperture, principali e secondarie; il tetto sarà di tipo ventilato e con copertura in tegola canadese o pannelli coibentati finta tegola; le pareti saranno formate da pannello sandwich legno- isolante-legno all’esterno, camera d’aria e pannello in cartongesso all’interno.

All’esterno saranno realizzate alcune parti in pietra ricomposta al fine di ambientare in modo migliore l’edificio.
Il fabbricato sarà ubicato in una area che naturalmente mitigherà l’impatto volumetrico sull’ambiente, infatti sarà nascosto su due lati da un naturale dislivello di terreno e da area già alberata a monte, e da una veduta prospettica dal basso verso l’alto dai principali coni visivi e vie di comunicazione, che ne rende naturalmente nascosta la visione.

L’altissima valenza sociale e funzionale dell’opera, unita alla strategica ubicazione, baricentrica rispetto al bacino di utenza che dovrà servire, oltre che al bassissimo impatto ambientale, la rende una singolarità unica, ed esempio virtuoso di come si potrebbero rendere autonomi, in caso di emergenza, i centri minori, ottimizzando le risorse economiche ed umane e creando, anche a livello psicologico, delle certezze sulle popolazioni che in caso di eventi così drammatici necessitano principalmente di punti di riferimento certi, prima ancora di coperte e generi alimentari.

L’impatto economico dell’opera finita si può quantificare in cifra tonda ad euro 500 mq, che per una superficie di 400 mq genera un costo totale di 200.000 euro, esclusa la spesa per allestimento attrezzature di cucina e mobilio, incluse le pannellature per la modularità delle divisioni interne.

Ripartizione dei costi e risorse.

  • opere fondali e massetti euro 25.000
  • strutture portanti verticali e copertura euro 85.000
  • pannellature per pareti euro 12.000
  • infissi euro 13.000
  • impianti euro 28.000
  • opere di finitura interne ed esterne euro 28.000
  • imprevisti ed arrotondamento euro 9.000

Ammontare totale in cifra tonda Euro 200.000

In fede,

Gianluigi Tenneroni

Spoleto 12 novembre 2016

 

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